Morto Juan Atkins, pioniere della techno di Detroit: aveva 64 anni
Cofondatore della techno insieme a Kevin Saunderson e Derrick May, Juan Atkins è morto a Città del Messico il 31 ottobre 2026, poche ore prima di un set in un club. Tra i tributi, quello di Laurent Garnier.

Juan Atkins, uno degli architetti della techno di Detroit, è morto sabato 31 ottobre 2026 a 64 anni per un attacco cardiaco. È stato trovato in una camera d'albergo di Città del Messico, poche ore prima di un set in un club.
Dalla diffusione della notizia i messaggi di cordoglio si moltiplicano sui social. Hanno reagito Laurent Garnier e Kevin Saunderson, ma anche David Holmes, Ellen Allien, Thomas Fehlmann e Dave Clarke. Clarke ha riassunto tutto in una riga: «Juan era il maestro». Saunderson ha ricordato il contributo di Atkins alla realizzazione del suo primo singolo, Triangle of Love, uscito per Metroplex, l'etichetta dello stesso Atkins.
Deep Space, ovvero la techno prima di avere un nome
Tutto comincia nel 1972, quando il padre gli regala la prima chitarra a dieci anni. Presto gli strumenti tradizionali lasciano il posto alle macchine. Insieme a Kevin Saunderson e Derrick May, amici dai tempi della scuola a Belleville, Atkins dà vita nel 1979 al collettivo Deep Space. Il trio legge il futurologo Alvin Toffler, il cui La terza ondata (1980) dedica un capitolo ai «Techno Rebels».
In un community college Atkins conosce Richard «Rick» Davies e insieme fondano i Cybotron, nome nato da «cyborg» e «ciclotrone». Il loro suono spoglia il funk degli orpelli e lo contrappone al gelo dei sintetizzatori, con George Clinton e i Kraftwerk come riferimenti. Il progetto trova sostegno nell'emittente locale WGPR e nel dj The Electrifying Mojo. Alleys of Your Mind e Cosmic Cars, usciti per Deep Space, nel frattempo diventata un'etichetta, vendono rispettivamente 10.000 e 15.000 copie.
I Cybotron, la Fantasy e le prime frustrazioni
Nel 1981 i Cybotron firmano con la californiana Fantasy. Nel 1983 arriva l'album Enter, registrato a casa dei genitori di un amico. Chitarre, impasti funk-rock e testi antimilitaristi convivono con i motivi ipnotici e industriali di Clear, che pose le basi del DNA techno di Motor City.
Atkins non amava la svolta rock, quasi new wave, del singolo successivo, Techno City, e lo disse senza giri di parole:
«Ero contrario a quel disco. È un grande disco, ma non era quello giusto per fare seguito a Clear.»
Model 500, Metroplex e «The Originator»
Atkins moltiplica poi i suoi pseudonimi: Infiniti, Audio Tech, Output, Red Parrot e, soprattutto, Model 500, un'identità puramente macchinica che gli permetteva di eludere ogni «designazione etnica». Nel 1985 riprende un brano nato per i Cybotron, No UFO's, che unisce l'immaginario spaziale dei Parliament e la fantascienza al sospetto di una presenza extraterrestre.
Fonda quindi la Metroplex Records, un gesto d'indipendenza che spinge i suoi coetanei a imitarlo: Kevin Saunderson crea la KMS, Derrick May la Transmat. L'etichetta lancia nuove strutture ritmiche, ora costruite su quattro quarti, e ottiene successi a livello nazionale con Goodbye Kiss di Eddie Fowlkes. Lungo il percorso Atkins si guadagna due soprannomi: «Obi Juan» e «The Originator».
Non ha mai smesso di trasmettere ciò che sapeva. «Bisogna mostrare alla gente da dove viene la techno», ha dichiarato a Le Monde lo scorso maggio. Ha continuato anche a reinventare la musica, come con Techno Music nel 1988, il cui ritmo insistente è costruito sulla ripetizione di due frasi. Les Inrockuptibles ha ripercorso la sua carriera in un articolo pubblicato il 2 novembre.
Fonti
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