Blanco e Clessi, l'avvocato Falcone: un contratto di management non obbliga a fidarsi
Dopo lo scambio di storie Instagram tra Blanco e il fondatore di Eclectic Music Group, l'avvocato Fabio Falcone spiega nella rubrica "Dillo all'avvocato" che cosa può regolare un contratto tra artista e manager e che cosa no.

Un contratto di management può fissare diritti e doveri di artista e manager, ma non può imporre ai due di continuare a fidarsi. Lo sostiene l'avvocato Fabio Falcone, specializzato in diritto d'autore e diritto dello spettacolo, nella rubrica "Dillo all'avvocato" di All Music Italia, partendo dallo scambio di storie Instagram tra Blanco e Stefano Clessi, fondatore di Eclectic Music Group.
Lo scambio tra Blanco e Clessi
Blanco ha scritto in una storia Instagram: "I manager sono il male della musica". Clessi ha risposto rivendicando il diritto dei manager di scegliere con chi lavorare e annunciando che Eclectic avrebbe lasciato un importante incarico. Ha chiuso con una frase speculare: "I manager sono SANTI della nostra industria". Blanco ha poi replicato pubblicamente, sostenendo che la sua intenzione di interrompere il rapporto fosse nota da due mesi. Eclectic, ricorda Falcone, ha accompagnato l'artista in una parte importante della carriera.
Falcone invita a non prendere posizione su chi abbia ragione, perché non si conosce ciò che è accaduto davvero. Accosta la vicenda alle parole di Cesare Cremonini sul suo storico manager, pronunciate una decina di giorni prima in una conferenza stampa a Londra: un rapporto che ha contribuito molto alla crescita artistica ma, secondo il cantautore, anche a una grande insicurezza. Si tratta, precisa l'avvocato, di due situazioni diverse.
Fiducia e contratto
Il punto di partenza è l'espressione latina intuitu personae: si sceglie una persona per le sue qualità e perché ci si fida di lei. Il contratto serve a stabilire gli obblighi delle parti, i poteri del manager, il compenso, la durata e che cosa accade alla fine della collaborazione. Secondo Falcone, molti non ne parlano all'inizio, nell'entusiasmo del progetto.
Cambiare manager prima della scadenza
L'esempio è un contratto quinquennale che l'artista vorrebbe lasciare dopo due anni, senza inadempimenti gravi, solo per la fiducia venuta meno. La risposta, scrive Falcone, non è scontata: la perdita di fiducia pesa, ma non fa cessare automaticamente gli effetti del contratto. Vanno letti le clausole di recesso, gli eventuali inadempimenti e gli obblighi economici residui.
Il contratto di management musicale non ha una disciplina specifica nell'ordinamento italiano e spesso presenta elementi del mandato. Gli articoli 1722 e seguenti del Codice civile prevedono la revoca da parte del mandante e la rinuncia da parte del mandatario, con conseguenze economiche diverse; la loro applicazione dipende dalla struttura concreta dell'accordo. Vale anche per il manager, che può non voler più lavorare con un artista ma deve rispettare gli impegni assunti.
il contratto può stabilire i diritti e i doveri delle parti, non può obbligare due persone a continuare a fidarsi l'una dell'altra.
Dire tutto sui social
L'ultima parte riguarda la comunicazione pubblica. Falcone ricorda che la libertà di espressione è tutelata dall'articolo 21 della Costituzione, ma deve convivere con la reputazione altrui e con eventuali obblighi di riservatezza. Dire "Non voglio più lavorare con questa persona", osserva, è diverso dall'attribuirle pubblicamente comportamenti specifici che potrebbero danneggiarla.
Fonti
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